PROCEDURA DEL CONTROLLO


Cosa fare?

E' l'argomento più complesso, offre una miriade di sfaccettature che variano a seconda della città ove operiamo, dei rapporti con le altre forze di Polizia, con gli Uffici della Procura della Repubblica e non ultimo, con le continue modifiche che vengono apportate alla norma. Ad esempio la norma che riguarda la trattazione dello straniero, ci permettiamo un piccola digressione, non è certo nata per agevolare l'Operatore, ne tantomeno per arginare o regolamentare il fenomeno dell'immigrazione clandestina bensì, a nostro modesto avviso, con fini esclusivamente politici.


LA NORMA PER LA TRATTAZIONE DELLO STRANIERO

Dal lontano 1998, anno di emanazione della norma originale sono intervenute innumerevoli modifiche o peggio ancora interpretazioni e circolari, spesso, com'è ovvio, derivate dagli orientamenti politici delle Procure. La norma che regolamenta la materia è il Decreto Legislativo n°. 286 del 25.07.1998, dai i più citata con i nomi dei promulgatori delle modifiche essenziali BOSSI-FINI, in vero gli articoli che interessano all'atto pratico l'Operatore sono pochi, nello specifico il più applicato e senza dubbio l'art. 6, che punisce lo straniero che non esibisca, a specifica richiesta dell'Operatore di Polizia, il proprio documento di identità senza dare un giustificato motivo dell'inottemperanza a detto ordine. E già sulla prima stesura dell'articolo, sono state date innumerevoli interpretazioni, a volte distorte, per esempio c'era chi segnalava lo straniero clandestino o colui il quale non esibiva il documento perchè custodito presso il proprio domicilio, magari a pochi isolati dal luogo del controllo. Essendo io in forza alla Polizia Municipale di Genova, riferisco le ultime disposizioni in relazione all'applicazione degli ultimi aggiornamenti al presente Decreto, recepite le ultime sentenze europee, gli Operatori segnaleranno ex art. 6 soltanto lo straniero risultato regolare sul territorio, e quindi in grado di provvedere all'esibizione, mentre in tutti gli altri casi si procederà ex art. 10 bis (Genova, 27.05.2011). Poi l'articolo è stato modificato, integrando nell'obbligo anche l'esibizione del permesso di soggiorno. L'art. 5, nello specifico al comma 8 bis, di recente modificazione, prevede invece l'arresto facoltativo per chiunque concorra nella realizzazione (concorso è anche fornire i propri dati o il proprio fotogramma) o semplicemente utilizzi un permesso di soggiorno, una carta di soggiorno, un visto di ingresso in area Schengen o un documento che necessiti per il loro conseguimento (ATTENZIONE alle dichiarazioni di emersione in copia), contraffatti. Si rammenta inoltre che attualmente l’art. 497 bis c.p. (possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi. Chiunque è trovato in possesso di un documento falso valido per l'espatrio è punito con la reclusione da due a cinque anni) è punito con l’ARRESTO OBBLIGATORIO. L'art. 13 e l'art. 14, sono i più problematici perchè la norma prevede l'arresto obbligatorio, che però và valutato con tutte variabili dovute al territorio ove si opera. Attualmente non è più previsto l'arresto per l'art. 14, il D.L. n°. 89 del 23.06.2011 recependo la norma internazionale prevede quale punizione per l'inottemperanza all'Ordine del Questore la sola multa che sarà commisurata alla gravità del fatto commesso, tale D.L. inoltre innalza a sette i giorni previsti quale lasso temporale per l'intimazione a lasciare il territorio dello Stato. I reati connessi e che più di sovente vengono commessi da cittadini italiani sono quelli previsti dall'art. 22 applicabile qualora si rilevi che alle dipendenze lavorative viene mantenuto un straniero clandestino, dall'art. 7 applicabile se lo straniero è ospitato o assunto senza darne la dovuta comunicazione all'Autorità di Pubblica Sicurezza (è prevista per questa omissione la sola sanzione pecuniaria) ed infine l'art. 12 che punisce chi agevola l'immigrazione clandestina. In ultimo torniamo sull'art. 10 bis, attualmente dopo un periodo di mancata applicazione si è tornati all'interpretazione originale, cioè la clandestinità è reato, non è più considerabile una aggravante rispetto ad un altro reato, però andrà perseguito penalmente il cittadino straniero: entrato in territorio nazionale sottraendosi ai controlli di frontiera, o che ha omesso di richiedere il permesso di soggiorno, o che è titolare di permesso di soggiorno scaduto da oltre 60 gg. di cui non ha richiesto il rinnovo, revocato o sospeso. La competenza è del G.di P., quindi qualora si contestino altri reati di competentenza della Procura Ordinaria sarà necessario relazionare separatamente i due enti giudicanti.


AL MOMENTO DEL CONTROLLO

focalizzare l'attenzione sul soggetto che si è deciso di sottoporre a controllo. Se questi è in compagnia di altri soggetti, tentare di isolarlo dal gruppo per operare sempre nella massima sicurezza, cercando di essere sempre in superiorità numerica rispetto alle persone sottoposte a controllo. Se si deve accompagnare un soggetto mediante l'autovettura di servizio per essere sottoposto a rilievi fotodattiloscopici, eseguirne sempre la perquisizione su strada, ed in seguito rammentate di redigere l'apposito verbale, di cui se ne dovrà consegnare copia all'accompagnato. Se il soggetto asserisce di conservare i documenti presso un domicilio e di non avere la possibilità di farseli recapitare, si potrà analizzare l'eventualità di accompagnarlo presso quel domicilio, sempre che l'operazione non pregiudichi in alcun modo la nostra incolumità. E' evidente che fino al momento dell'intervento sarà un nostro arbitrio il come e il cosa fare. Nel momento in cui avremo deciso o avremo dovuto effettuare l'intervento ATTENZIONE, da quel momento il soggetto è sotto la nostra esclusiva responsabilità, sia per i reati eventualmente già commessi o per quelli che potrebbe commettere nel lasso temporale che ci divide dalla redazione degli atti e dalla sua liberazione, ovviamente ad avvenuta e completa identificazione. Perquisito il soggetto, questi verrà accompagnato con l'auto di servizio presso l'Ufficio che provvederà ad effettuare i rilievi fotodattiloscopici, giunti in loco (la custodia spetta sempre a noi) gli verrà fatta redigere la dichiarazione di identità personale su modello plurilingue (una copia soltanto che poi verrà allegata alla C.N.R. ed il frontespizio rilasciato in copia al fermato quale ricevuta) e quindi una richiesta di rilievifotodattiloscopici in duplice copia (una rimane a chi effettua i rilievi l'altra verrà allegata alla C.N.R.). Ottenute le comparazioni dei rilievi effettuate sulla banca dati A.F.Y.S. ed una copia del cartellino (entrambi allegati in originale alla C.N.R.) si provvederà allo sviluppo dei precedenti mediante la consultazione della banca dati S.D.I.. Quindi, valutata la situazione si deciderà la norma da applicare, al termine, se il soggetto non sarà in stato di fermo o di arresto si provvederà al suo rilascio, previa eventuale trattazione da parte del locale Ufficio Immigrazione, nell'eventualità non vi sia questa possibilità si provvederà alla notifica di invito a comparire presso i nostri Uffici dopo alcuni giorni, per l'accompagnamento presso l'Ufficio Immigrazione. Quanto esposto è applicabile egualmente al soggetto italiano, ivi compresa l'identificazione mediante rilievi fotodattiloscopici, andando adescludere ovviamente l'applicazione della norma sugli stranieri.


Atti di richiesta consolare, invito a comparire per stranieri, stampe relative alla consultazione di archivi informatici normalmente non vanno trasmesse all'Autorità inquirente, bensì trattenute agli atti dell'Ufficio operante.


ATTENZIONE

Questo è l'aspetto più delicato di tutta la materia. Negli anni abbiamo avuto modo di verificare che a causa di errori, dolosi o colposi che siano, commessi nella stesura degli atti, gli Operatori hanno subito conseguenze più o meno gravi. Le conseguenze a cui ci si riferisce vanno dalla denuncia all'arresto, e questo per noi potrebbe essere un problema serio. Non è possibile entrare nel dettaglio dei comportamenti a rischio però riteniamo sia utile consigliare tutti gli Operatori di seguire alcune piccole direttive che però hanno dimostrato di pagare sempre:


* identificare sempre compiutamente l'indagato, non si commettono abusi sottoponendo a rilievi questo soggetto, mentre certamente si è responsabili della carenza di identificazione dello stesso;


* avere cura di redigere sempre tutti gli atti previsti (soprattutto quelli a garanzia dell'indagato: perquisizione, sequestro, accompagnamento ed elezione di domicilio);


* avere cura di compilare correttamente gli atti, in caso di errore, se possibile distruggere l'atto in redazione e ricompilarlo correttamente, nell'impossibilità non modificare mai quanto già redatto, limitandosi a specificare l'errore commesso nel verbale di trasmissione all'Autorità Giudiziaria;


* non redigere atti postumi inserendo orari falsi, non gettare od occultare copie di quanto redatto;


* rispettare i termini temporali previsti per l'invio delle notizie all'Autorità Giudiziaria;


* commisurare sempre le proprie reazioni alla situazione in cui ci si viene a trovare, oltre all'etica che tutti dobbiamo dimostrare rammentiamo sempre tutte quelle belle riprese che quotidianamente vengono riversate su Youtube.


Noi agiamo per il bene pubblico, a salvaguardia dei nostri concittadini, se le nostre azioni saranno limpide probabilmente verremo semplicemente individuati come COLORO CHE HANNO FATTO IL LORO DOVERE, IN QUANTO E' PER QUELLO CHE LI PAGHIAMO, ma se qualcosa và storto noi dovremo risponderne in prima persona, quindi rammentiamo sempre di attuare la norma, più saremo precisi più ci autotuteleremo.